Ritiro dei ghiacci artici: nuove immagini rivelano la gravità

Greenpeace ha rilasciato una nuova serie di immagini che documentano il drammatico ritiro dei ghiacci polari nell’Artico.

Le fotografie, scattate nella regione norvegese delle Svalbard, illustrano non solo lo scioglimento dei ghiacci avvenuto nell’arco di un secolo, ma anche cambiamenti significativi nell’ultimo ventennio.

Il progetto si basa su un’iniziativa avviata dall’organizzazione nel 2002, quando il fotografo Christian Åslund decise di ricreare fotografie storiche risalenti al XX secolo per mostrare le trasformazioni dell’area.

Secondo Åslund, tornare nello stesso luogo e osservare il cambiamento climatico in modo così evidente è stata un’esperienza sorprendente. In un’intervista con il Guardian ha dichiarato: “Prevedevamo il ritiro del ghiacciaio, ma non in misura così drammatica. È stato davvero un shock”.

Christian Åslund: “Immagini incredibili”

Quando Åslund catturò le foto nel 2002, molte persone non credevano ai suoi scatti, accusandolo di averle falsificate, sostenendo che fosse andato in estate e che le immagini storiche fossero state scattate in inverno.

Tuttavia, il fotografo ha spiegato che i ghiacciai non si comportano come neve o ghiaccio che si ritirano in estate per poi tornare in inverno. Inoltre, le Svalbard sono quasi completamente buie durante i mesi invernali, rendendo impossibile la fotografia in quel periodo.

“L’Artico è il nostro indicatore climatico: è il luogo dove si intrecciano le crisi del clima e degli oceani, e dove gli effetti di queste crisi si manifestano per primi e in modo più intenso”, ha affermato Åslund.

L’augurio di Åslund è che le sue rappresentazioni visive del cambiamento climatico possano stimolare reazioni da parte delle persone e dei governi per affrontare la crisi climatica prima che sia troppo tardi.

Il preoccupante scioglimento dell’Artico

Quest’estate, le Svalbard hanno registrato temperature eccezionalmente elevate per il terzo anno consecutivo.

Secondo il meteorologo Daan van den Broek, l’analisi dei dati del servizio norvegese di ricerca climatica ha rivelato che Longyearbyen, situata a 78°N, ha raggiunto una temperatura media di 11°C nell’agosto 2024.

Inoltre, la regione ha sperimentato un luglio particolarmente piovoso, con 50 mm di pioggia rispetto ai 20 mm di media storica.

Questi eventi suggeriscono che la regione stia rapidamente sciogliendosi. Il satellite Landsat 8 della NASA ha documentato lo scioglimento, rilevando che l’estate calda ha portato a uno scioglimento cinque volte più grave rispetto alla norma.

Il climatologo Xavier Fettweis ha indicato il 23 luglio come un giorno record per il melting delle Svalbard, con un totale di 55 millimetri di acqua equivalente persi in un solo giorno.

Implicazioni globali del ritiro dei ghiacci

Il ritiro dei ghiacci nell’estremo nord dell’Europa potrebbe sembrare lontano dalle nostre vite quotidiane, ma gli effetti di questo scioglimento accelerato si faranno sentire in tutto il mondo.

Oltre all’innalzamento del livello del mare, con il rischio di erosione delle coste e inondazioni, lo scioglimento dei ghiacci artici crea un circolo vizioso che aggrava la situazione.

Conosciuto come amplificazione artica, questo processo svela nuove superfici oceaniche scure che, invece di riflettere la luce e il calore, li assorbono. Ciò provoca un ulteriore riscaldamento della superficie del mare e dell’atmosfera, causando un ulteriore scioglimento.

La perdita di ghiaccio ai poli può influenzare la corrente a getto, spingendola verso sud e causando inverni più rigidi nel continente. Allo stesso modo, una minore riflessione porta a una maggiore ritenzione del calore, generando ondate di calore più intense a livello globale.

La Dottoressa Laura Meller, Project Lead di Greenpeace Nordic, ha concluso: “Qui, in cima al mondo, percepiamo un’allerta dal nostro pianeta e osserviamo il futuro interconnesso degli oceani e del nostro clima. Ferma il degrado climatico significa proteggere gli oceani, creando uno spazio in cui la vita marina possa riprendersi, prosperare e aiutarci a mitigare i peggiori effetti del riscaldamento.”

Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews

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