La famiglia Porsche-Piëch, principale azionista del colosso automobilistico tedesco Volkswagen, ha espresso la propria volontà di tagliare il personale per contenere i costi e rafforzare la competitività dell’azienda e del marchio.
L’azionista di riferimento della Volkswagen, la famiglia Porsche-Piëch tramite la holding Porsche SE, ha manifestato favorevolezza verso la chiusura degli stabilimenti in Germania, come riportato dal Financial Times.
Secondo il quotidiano britannico, questa scelta è influenzata dalle preoccupazioni a lungo termine riguardo alla competitività globale dell’azienda, considerando anche la richiesta dei sindacati di preservare i posti di lavoro, preferendo un abbattimento dei dividendi per gli azionisti.
Strategie di Volkswagen per affrontare la crisi aziendale
Le sfide che sta affrontando Volkswagen, e il settore automobilistico europeo in generale, sono legate al calo delle vendite in Europa, causato dal ritardo nella transizione verso l’elettrico, che è stato abbracciato in modo più efficiente dai produttori cinesi, oltre all’aumento dei costi del lavoro.
Dopo l’imposizione da parte dell’UE di dazi sui veicoli elettrici Made in China a causa dei sussidi governativi di Pechino, le case automobilistiche come Byd, Geely e Saic si sono orientate verso la produzione e l’esportazione di veicoli ibridi, che sono esenti da tali dazi.
La proposta avanzata dai lavoratori, che prevedeva una riduzione dei dividendi e dei bonus insieme alla riduzione dell’orario di lavoro, avrebbe potuto generare un risparmio di circa 1,5 miliardi di euro.
Già da tempo, la famiglia Porsche-Piëch ha manifestato la volontà di concentrarsi su una maggiore efficienza dei costi, considerando persino un possibile disimpegnarsi dalle proprie partecipazioni in Volkswagen. La holding familiare deve affrontare un significativo indebitamento su altri asset, stimato in circa 5 miliardi di euro solo per Porsche, secondo il Financial Times.
I piani di riduzione dei costi presentati finora da Volkswagen includono la chiusura di impianti (per la prima volta in Germania) e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, insieme a una decurtazione dei salari del 10%, puntando a un risparmio complessivo di circa 10 miliardi di euro.
I negoziati fra Volkswagen e i sindacati sono entrati questa settimana nel quinto round, con il timore di ulteriori scioperi nei prossimi giorni.
Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews






