La direttiva europea sui salari del 2024 ha avviato un rapido aumento delle retribuzioni negli Stati membri, ma i lavoratori continuano a dover affrontare il peso dell’inflazione.
Il salario minimo in Europa presenta notevoli variazioni. A gennaio 2025, il salario lordo mensile sarà inferiore a mille euro in dieci Paesi dell’Unione Europea.
Sebbene il divario si riduca quando si considera il potere d’acquisto (Pps), rimangono comunque significative disparità. Ad esempio, in termini di Pps, lo stipendio minimo in Germania supera di oltre il doppio quello della Bulgaria.
I salari minimi in Ue: da 551 euro della Bulgaria a 2638 in Lussemburgo
Secondo Eurostat, nel gennaio 2025, i salari minimi mensili lordi nell’UE variano da 551 euro in Bulgaria a 2.638 euro in Lussemburgo. Se si considerano anche i Paesi candidati, la Moldova si segnala per aver il salario più elevato, a 285 euro.
L’Italia è tra i cinque Stati membri dell’UE che non possiedono una legislazione specifica sul salario minimo, insieme ad Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia, pertanto non figurano in questa analisi.
Eurostat classifica i salari minimi in tre gruppi:
Gruppo 1: Sopra i 1.500 euro al mese
Questo gruppo comprende Lussemburgo (2.638 euro), Irlanda (2.282 euro), Paesi Bassi (2.193 euro), Germania (2.161 euro), Belgio (2.070 euro) e Francia (1.802 euro). Nel 2025, il Belgio è stato superato dalla Germania. L’unico Paese nella fascia sotto i 2.000 euro è la Francia, con un divario in aumento tra i membri del gruppo superiore e quelli nella fascia più bassa. La Spagna, per esempio, arriva a 1.323 euro.
Gruppo 2: Tra 1.000 e 1.500 euro
Spagna (1.323 euro), Slovenia (1.254 euro), Polonia (1.091 euro), Lituania (1.038 euro), Portogallo (1.015 euro) e Cipro (1.000 euro) appartengono ai Paesi con salari minimi “medi”. Negli ultimi mesi, diversi Stati hanno adeguato le loro retribuzioni, consentendo loro di entrare in questo gruppo.
Gruppo 3: Sotto i 1.000 euro
Questo è il gruppo più numeroso, comprendente dieci Stati europei e Paesi candidati. Tra di essi, Croazia (970 euro), Grecia (968 euro), Malta (961 euro), Estonia (886 euro), Repubblica Ceca (826 euro), Slovacchia (816 euro) e Romania (814 euro) sono quelli che superano gli 800 euro. Tra i Paesi candidati, la Turchia ha il salario minimo più elevato, a 708 euro, oltrepassando Ungheria (707 euro) e Bulgaria (551 euro).
Il divario si riduce in termini di Spa
In valore nominale, un lavoratore con il salario minimo in Lussemburgo, il Paese dell’UE con le retribuzioni più alte, guadagna quasi cinque volte (4,8) quanto un lavoratore nelle stesse condizioni in Bulgaria.
Se valutato in Pps, questo divario scende a 2,3 volte, ma la classificazione cambia: la Germania (1.992 euro) ha il salario minimo più alto, mentre l’Estonia (878 euro) quello più basso. Il Pps offre un confronto più preciso, poiché misura il potere d’acquisto anziché le cifre nominali.
Analizzando le classifiche nominale e quelle in Pps, si osserva che la Romania risale dal 17esimo al nono posto, mentre il Montenegro passa dal 18esimo al 12esimo, indicando un potere d’acquisto più elevato nonostante salari nominali inferiori.
Anche Ungheria, Serbia e Bulgaria migliorano la propria posizione nella classifica Pps.
Al contrario, l’Irlanda scende dal secondo al quinto posto e l’Estonia registra una significativa flessione dal 14esimo al 21esimo posto, suggerendo che i salari nominali non si traducono in un potere d’acquisto altrettanto forte a causa dell’alto costo della vita.
Inflazione e aumento dei salari minimi
Tra i 24 Paesi per cui sono disponibili dati, quattro hanno evidenziato una riduzione nel potere d’acquisto reale. Questo è emerso dal confronto tra l’inflazione annuale (da dicembre 2023 a dicembre 2024) e gli incrementi dei salari minimi (da gennaio 2024 a gennaio 2025) in valuta locale.
La Turchia è il Paese con la maggiore perdita di potere d’acquisto. Con un’inflazione annua del 44,4%, il salario minimo è aumentato solo del 30%. Altri Paesi che hanno registrato una diminuzione in termini reali sono Cipro, Albania e Belgio, ma in misura assai limitata.
Il Montenegro, dal canto suo, ha visto la crescita reale più elevata del salario minimo, con un incremento nominale del 25,9% a fronte di un’inflazione del solo 2,6%. Questo ha comportato una robusta espansione del potere d’acquisto.
Rispetto all’incremento delle retribuzioni reali, anche Romania, Bulgaria, Croazia e Lituania hanno registrato significativi aumenti.
L’impatto della direttiva sul salario minimo sugli aumenti
La direttiva europea sui salari minimi del 2023 stabilisce che le retribuzioni più basse devono essere fissate ad almeno il 60% del salario lordo medio di ciascun Paese, garantendo ai lavoratori una vita dignitosa. Tuttavia, attualmente, solo tre Paesi membri soddisfano questi criteri.
Christine Aumayr-Pintar e Carlos Vacas-Soriano di Eurofound hanno identificato un collegamento tra l’incremento dei salari minimi nazionali e la direttiva.
“La direttiva potrebbe influenzare notevolmente gli aumenti salariali in futuro”, hanno dichiarato.
Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews






