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Oxfam: super-ricchi esauriranno CO2 per il 2025

Gli attivisti per il clima stanno intensificano le loro richieste per l’introduzione di una tassa sulla ricchezza dell’1% più facoltoso della popolazione mondiale, al fine di affrontare e ridurre l’inquinamento ambientale.

In un arco di appena dieci giorni, il più ricco 1% della popolazione globale ha già generato la stessa quantità di CO2 che sarebbe compatibile con un anno intero. Questo dato allarmante è emerso da un’analisi recente condotta da Oxfam, che punta il dito sugli “stili di vita eccessivi” dei super-ricchi, responsabili di aggravare la crisi climatica.

La “Giornata dell’inquinatore“, come è stata definita dall’associazione anti-povertà e disuguaglianza, coincide con un’epidemia di incendi devastanti a Los Angeles.

“La sopravvivenza del nostro pianeta è in pericolo. Gli spazi di manovra sono esigui, ma i super-ricchi continuano a vivere in un clima di eccessi, attività commerciali dannose per l’ambiente e lobbying anti-climatico“, ha dichiarato Nafkote Dabi, esperta di politiche sul cambiamento climatico per Oxfam International.

“Questo scenario rappresenta un furto ai danni dell’intera popolazione globale, con poche persone che intrappolano miliardi di esseri umani nella loro insaziabile avarizia”.

Chi è l’1% più ricco?

L’analisi di Oxfam si concentra sulla quantità di CO2 che può essere emessa senza superare l’aumento di 1,5°C della temperatura globale. Oltre a questa soglia, gli eventi calamitosi, come gli incendi a Los Angeles, aumenteranno in modo esponenziale.

Con la proiezione che la popolazione mondiale raggiunga 8,5 miliardi nel 2030, si stima che una “quota equa” di emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi degli accordi di Parigi, sia di 2,1 tonnellate annue a persona.

In contrasto, l’1% dei più facoltosi emette circa 76 tonnellate di CO2 all’anno. Questo gruppo include 77 milioni di persone, tra cui tanti miliardari, milionari e chi guadagna oltre 140.000 dollari (136.000 euro) all’anno, considerando i tassi di cambio adeguati.

Un’indagine precedente di Oxfam aveva rivelato che questa ristretta minoranza era responsabile del 15,9% delle emissioni di CO2 nel 2019, mentre il 50% della popolazione più povera contribuiva solo per il 7,7% delle stesse emissioni.

Se i super-ricchi hanno raggiunto la loro quota annuale in soli dieci giorni, chi appartiene alla metà più povera del pianeta impiegherebbe quasi tre anni per esaurire il proprio budget annuale di CO2.

È tempo che i super-inquinatori pagano il conto, afferma Oxfam

Per rispettare gli obiettivi stabiliti a Parigi, Oxfam stima che i ricchi dovrebbero ridurre le loro emissioni del 97% entro il 2030, uno scenario che sembra estremamente difficile da realizzare.

“I governi devono smettere di favorire i più facoltosi. È giunto il momento che questi ultimi contribuiscano per ciò che stanno causando al nostro pianeta”, ha aggiunto Dabi.

“Imponete loro tasse, limitate le loro emissioni e vietate l’uso di lussi eccessivi come jet privati, superyacht e simili. I leader mondiali, con il loro silenzio, stanno scegliendo di assecondare una crisi climatica che minaccia la vita di miliardi di individui”.

Proposte in aumento, ma mancanza di supporto politico

Le richieste di intervento si stanno intensificando. Al G20 è stata discussa l’implementazione di una tassa globale minima del 2% sui circa 3.000 miliardari esistenti. Tuttavia, la cosiddetta “tassa sui miliardari” è stata bocciata durante l’ultimo incontro di Rio, sebbene diversi Paesi, tra cui Francia e Spagna, avevano espresso sostegno per tale iniziativa.

Durante la conferenza sul clima Cop29, sono emerse nuove proposte per tassare i mega-ricchi al fine di finanziare gli interventi necessari per la crisi climatica. Gli attivisti chiedono anche di tassare i viaggi aerei, in particolare quelli brevi.

Queste misure non solo ridurrebbero l’inquinamento, ma contribuirebbero anche a raccogliere fondi per il fondo per le perdite e i danni, che è al centro delle discussioni di Cop da due anni.

Impatto dell’inquinamento

Il rapporto di Oxfam evidenzia i vantaggi di tali misure con una serie di statistiche preoccupanti che illustrano i danni enormi a livello economico, nutrizionale e in termini di vite umane causati dai super-inquinatori dal 1990 ad oggi.

È previsto che entro il 2050, le emissioni generate dall’1% più ricco provocheranno perdite di raccolti sufficienti a nutrire almeno 10 milioni di persone all’anno nell’Asia orientale e meridionale.

Oxfam chiede ora ai governi di implementare imposte permanenti sul reddito e sul patrimonio dell’1% più ricco e di vietare o applicare tasse punitive sui lussi più inquinanti, come jet privati e superyacht.

In aggiunta, è essenziale stabilire regolamenti per le aziende e gli investitori al fine di ridurre drasticamente e in maniera equa le loro emissioni.

Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews

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