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Ue-Mercosur: Accordo vicino, ma la Francia continua a opporsi

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è arrivata in Uruguay per concludere l’accordo commerciale con il Mercosur, in occasione di un vertice che terminerà venerdì 6 dicembre a Montevideo.

La situazione si complica ulteriormente, poiché la Francia, principale avversaria dell’accordo, è attualmente nel bel mezzo di una crisi politica con le dimissioni del primo ministro Michel Barnier.

L’accordo commerciale per la creazione di un nuovo mercato

Ursula von der Leyen ha comunicato su X che “l’accordo UE-Mercosur è ormai a portata di mano”, sottolineando che “questa è un’opportunità per creare un mercato di oltre 700 milioni di persone. Si tratta del più grande partenariato commerciale e di investimento mai esistito”. Entrambi i blocchi trarranno vantaggio dalla cooperazione.

Il Mercosur è costituito dai Paesi sudamericani di Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e Bolivia e l’accordo con l’UE prevede un’intesa di libero scambio volta all’eliminazione praticamente totale dei dazi doganali sui prodotti scambiati tra le due entità.

La Francia resta contraria al trattato

La reazione di Parigi non si è fatta attendere: una dichiarazione dell’Eliseo ha rivelato che il presidente francese ha discusso con von der Leyen, ribadendo che l’accordo è “inaccettabile nella sua attuale formulazione”.

La Francia continuerà “senza sosta” a proteggere la sua sovranità agricola, come affermato nella nota ufficiale.

Da parte sua, von der Leyen sembra determinata a procedere per risolvere negoziati che si protraevano da quasi due decenni.

Un accordo con il Mercosur era stato raggiunto nel 2019, ma diverse nazioni europee lo avevano bloccato a causa di preoccupazioni legate all’ambiente e all’agricoltura. L’UE si sarebbe dovuta impegnare ad aprire i propri mercati a tariffe più basse per importare carne bovina, zucchero e pollame dal Sud America.

“I compromessi politici finali saranno discussi domani”, ha affermato un portavoce della Commissione, sottolineando che il commissario al commercio Maroš Šefčovič sarà presente a Montevideo, dove si svolgerà un incontro di due giorni con i Paesi del Mercosur.

Negli ultimi stadi delle trattative, gli europei hanno richiesto che fossero inclusi standard ambientali nell’accordo e che i Paesi del Mercosur assumessero impegni contro la deforestazione.

Germania e Spagna mirano a concludere i negoziati

Sotto la pressione dei suoi agricoltori, la Francia si è opposta per molti mesi alla finalizzazione dell’accordo, mentre la Commissione, sostenuta da Germania e Spagna, punta a chiudere l’intesa entro la fine dell’anno.

Come dichiarato giovedì da un portavoce, “La Commissione europea ha il potere esclusivo di negoziare accordi commerciali”, operando sulla base di un mandato ricevuto dagli Stati membri, inclusa la Francia.

Recentemente, l’eurodeputato socialista tedesco Bernd Lange ha evidenziato che la “situazione emotiva in Francia” costituisce “un ostacolo” per coloro che cercano di finalizzare i colloqui.

Le turbolenze politiche nel Paese non influenzano l’opposizione nazionale all’accordo, che continua a essere molto forte. Infatti, circa 484 dei 577 membri dell’Assemblea nazionale hanno votato il 26 novembre a favore di una dichiarazione del governo che dichiara l’accordo “inaccettabile”. Entrambi i gruppi politici estremisti, di destra e di sinistra, che hanno guidato il voto di sfiducia che ha portato alla caduta del governo di Michel Barnier, sono fermamente contrari all’accordo.

“In ogni caso, ci opporremo a qualsiasi nuovo accordo commerciale,” ha affermato recententemente un funzionario del ministero del Commercio francese a Euronews.

La Francia cerca supporto, ma rimane isolata

Se l’accordo venisse concluso, dovrà essere approvato dai 27 Stati membri dell’Unione Europea. Negli ultimi tempi, la Francia ha cercato di persuadere i suoi alleati a unirsi a una minoranza di blocco per prevenire l’adozione dell’intesa.

La Polonia ha già confermato che si unirà a questa coalizione. Austria, Paesi Bassi e Irlanda sono attivamente corteggiati da Parigi.

La posizione italiana resta incerta, dal momento che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha manifestato preoccupazione per la condizione degli agricoltori italiani, pur essendo favorevole all’accordo. Per formare una minoranza di blocco sono necessari quattro Stati membri che rappresentino almeno il 35% della popolazione europea.

Nonostante l’opposizione francese, a settembre 11 Stati membri dell’UE hanno indirizzato una lettera a Ursula von der Leyen, sollecitando la Commissione a fare un passo avanti. I sostenitori dell’accordo sottolineano l’urgenza di concludere l’intesa, specialmente in un periodo in cui altre potenze, come la Cina, stanno crescendo in influenza sui mercati latinoamericani, sia a livello economico che politico.

Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews

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