Martedì scorso, è stato introdotto il Piano Italia, frutto della collaborazione tra il governo e Stellantis. Jean Philippe Imparato ha presentato strategie innovative per rilanciare il settore, con un investimento previsto di due miliardi di euro per le fabbriche italiane entro il 2025 e l’introduzione di nuovi modelli ibridi a partire dal 2026.
L’incontro si è svolto a Palazzo Piacentini, sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sotto la presidenza del ministro Adolfo Urso. L’evento è stato organizzato per affrontare la crisi del settore automotive e per risolvere le problematiche che interessano sia il mercato sia l’industria automobilistica, con particolare attenzione alle circa 25 mila persone in cassa integrazione, che sono a rischio.
Nel suo intervento, Urso ha evidenziato l’importanza di una collaborazione per rigenerare il comparto automotive in un periodo di rinnovamento tecnologico e transizione industriale. Ha dichiarato che il governo ha mobilitato più di un miliardo di euro da destinare al settore nel 2025, al fine di supportare le imprese nel processo di trasformazione in atto tramite misure di politica industriale.
“Ora possiamo rimettere sulla giusta traiettoria l’auto italiana ed europea”, ha dichiarato Urso, introducendo il Piano Italia.
“Si tratta di un piano industriale chiaro e sostenibile che posiziona l’Italia al centro delle strategie di sviluppo di Stellantis, invitando l’azienda a farsi carico della responsabilità sociale nella gestione della transizione tecnologica e industriale, una vera sfida per l’Europa”.
La delegazione di Stellantis Italia comprendeva Imparato, Giuseppe Manca (responsabile risorse umane), Antonella Bruno (managing director) e Daniela Poggio (responsabile comunicazione e affari istituzionali).
All’incontro hanno partecipato anche Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro, i rappresentanti dei sindacati dei metalmeccanici, presidenti delle Regioni con stabilimenti dell’azienda (Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Abruzzo), Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) e associazioni della componentistica.
Strategie di Stellantis: nuovi modelli dal 2026 e Modena come polo di alta gamma
Tutti gli stabilimenti italiani rimarranno operativi: dal 2026 la capacità produttiva è destinata a espandersi con l’introduzione di nuovi modelli”, ha dichiarato Imparato a proposito delle misure che la multinazionale intende adottare per salvaguardare i lavoratori e migliorare le performance degli stabilimenti italiani. Stellantis prevede inoltre un budget di 6 miliardi di euro per acquisti da fornitori italiani e 2 miliardi di euro in investimenti per gli stabilimenti.
“È giunto il momento per Stellantis di unire le forze con l’Italia per affrontare sfide che sono state sottovalutate da alcuni in Europa. Lo farò direttamente e concretamente. Non voglio promettere senza mantenere e non intendo essere contraddetto dai risultati. Quindi ci metto la faccia,” ha ribadito Imparato all’inizio del tavolo al Mimit.
Imparato ha poi rivelato che a Pomigliano, a partire dal 2028, sarà avviata la produzione sulla nuova piattaforma Stella-Small, destinata a due nuovi modelli compatti. Lo stabilimento campano in particolare potenzierà la produzione delle vetture mass market, estendendo la produzione della Panda (nota anche come Pandina) fino al 2030, con una nuova generazione del modello successivamente prévue.
Nei giorni scorsi, Imparato aveva anticipato altri importanti impegni relativi agli stabilimenti italiani, incluso il conferimento all’impianto torinese Mirafiori della produzione della nuova Fiat 500 ibrida, che sarà sviluppata a partire dalla fine del 2025 e la nuova generazione di 500, prevista fino al 2032-33. “Mirafiori sarà anche il centro della regione Enlarged Europe, unico sito al mondo per i test di sviluppo delle batterie elettriche”.
A Melfi, dove è attualmente operativa la piattaforma Stla-Medium, Stellantis inizierà a produrre nel 2025 nuovi modelli come la Jeep Compass (in versioni elettriche e ibride), la nuova Lancia Gamma, oltre a un nuova DS e DS7. Tutti i nuovi modelli saranno ibridi e contribuiscono a triplicare i volumi di produzione”, ha esplicitato Imparato al Mimit.
Modena si prefigura come il polo dell’alta gamma, un vero e proprio orgoglio del Made in Italy, coinvolgendo l’ecosistema produttivo della Motor Valley e sviluppando progetti insieme a tutti i protagonisti della filiera, dall’ideazione fino alla pre-industrializzazione, utilizzando i migliori componenti nazionali in termini di innovazione e circolarità, come ha aggiunto Imparato.
La crisi del settore automotive: il 2024 anno critico
La crisi del mercato automobilistico si sta acutizzando, sia in Europa che in Italia. Secondo i dati dell’Unrae, nonostante i miliardo di euro di incentivi messi in campo dal Governo quest’anno, le immatricolazioni continuano a diminuire, mantenendosi sui livelli del 2023.
In particolare, le immatricolazioni si attestano, quest’anno, a livelli inferiori di 350 mila unità rispetto a quelli pre-pandemia, con stime variabili tra un milione e 560mila e un milione e 570mila.
Inoltre, le vendite di auto hanno registrato un crollo del 24,6% rispetto allo scorso anno.
In campo industriale, la produzione italiana ha raggiunto minimi storici, con previsioni che vedono la chiusura dell’anno corrente con appena 500 mila auto fabbricate, il risultato peggiore degli ultimi anni.
Questa situazione ha avuto gravi conseguenze per le aziende dell’indotto, in particolare quelle della componentistica, influenzando pesantemente anche oltre 40 mila lavoratori del settore. I sindacati segnalano migliaia di addetti senza più cassa integrazione entro la fine del primo trimestre del 2025.
Ampliando la discussione, il basso tasso di penetrazione delle auto elettriche o plug-in, che copre solo un terzo della media europea, si unisce alle problematiche fiscali: attualmente, l’Iva e il sistema delle detrazioni fiscali per le automobili aziendali sono ancora fermi agli anni Settanta.
Impegni futuri di Elkann e attacco di Meloni a M5S
Il presidente di Stellantis, John Elkann, ha rassicurato il Paese riguardo il futuro degli stabilimenti, dimostrando il suo impegno anche in ambito istituzionale, come illustrato dal recente incontro con il presidente francese, Emmanuel Macron, durante il quale ha ribadito l’importanza della Francia come paese chiave per l’azienda.
Elkann ha assunto la leadership di un comitato esecutivo temporaneo, in attesa della nomina del nuovo amministratore delegato del Gruppo, dopo che Carlos Tavares ha presentato le dimissioni il 1° dicembre 2024. La nomina è attesa entro la prima metà del 2025.
“Oggi abbiamo aspettative molto elevate, quelle che abbiamo delineato sempre in questi mesi, e vogliamo risposte certe da Stellantis in merito alle produzioni, riguardo a nuovi modelli, e abbiamo bisogno di certezze sulla Gigafactory di Termoli e sulla risposta da parte del governo”, ha affermato Samuele Lodi, segretario nazionale della Fiom Cgil, prima di entrare al Mimit.
“Senza il rifinanziamento della cassa integrazione, sono a rischio 25 mila lavoratori di Stellantis e dell’indotto”, ha ribadito anche Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim.
Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni ha rivolto critiche alle opposizioni, in particolare al Movimento 5 Stelle, sostenendo che sono stati al governo quando la politica non ha difeso adeguatamente gli interessi nazionali.
Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews






