Da 18 mesi, i governi non riescono a raggiungere un’intesa riguardo alla nuova categoria di colture geneticamente modificate e alla questione dei diritti di monopolio legati ai brevetti. La discussione si concentra su come considerare queste nuove varietà rispetto alle colture convenzionali.
Varsavia sta cercando di rilanciare una proposta stagnante, mirata a esentare una nuova generazione di piante geneticamente modificate dai rigidi requisiti di autorizzazione e tracciabilità stabiliti dall’UE per gli organismi geneticamente modificati (Ogm) tradizionali. Queste informazioni emergono da documenti trapelati.
Nel luglio 2023, la Commissione europea ha suggerito di escludere le colture ottenute tramite “nuove tecniche genomiche” (Ngt) dalla severa regolamentazione del Regolamento sugli Ogm del 2001, ma i governi non sono riusciti a concordare una definizione chiara di questi prodotti e se possano essere oggetto di brevetto.
In seguito alla assunzione della presidenza dei colloqui politici intergovernativi, Varsavia intende risolvere la questione avanzata dall’Ungheria riguardo alla riapertura dell’intera discussione politica. L’obiettivo è tornare a un precedente schema di definizione, concentrandosi in particolare sulla questione dei brevetti.
La Commissione propone di creare una nuova “categoria 1” per queste colture, che sarebbero considerate in gran parte equivalenti alle piante allevate convenzionalmente secondo la legislazione dell’UE. Questo significerebbe esentare tali coltivazioni da una normativa rigorosa che continua a applicarsi agli Ogm di prima generazione, dove un intero gene estraneo è inserito per conferire nuove caratteristiche, come resistenza ai pesticidi o maggiore durata.
Proposta Polacca: La Categoria 1
La legislazione attuale consente agli Stati membri dell’UE di vietare la coltivazione di Ogm sui propri territori, una possibilità di cui quasi tutti gli stati si avvalgono, eccetto la Spagna.
Una nota inviata da funzionari polacchi spiega che, per ottenere una maggioranza qualificata, è necessario affrontare il problema dei brevetti riguardanti piante ottenute da Ngt. Propongono che la designazione come “categoria 1” sia basata “esclusivamente sulle caratteristiche biologiche” e non sulla brevettabilità. D’altra parte, il Parlamento europeo, che ha già espresso il proprio punto di vista sulla proposta, intende escludere tutte queste piante dalla protezione brevettuale per evitare la formazione di monopoli.
A detta di Astrid Österreicher, esperta di politiche europee presso TestBiotech, questa differenza rispetto alla posizione del Parlamento non limiterebbe il potere delle grandi aziende nel settore agrochimico, uno dei timori principali di chi si oppone alle colture geneticamente modificate.
“Non risolverebbe il problema della concentrazione e del monopolio nel mercato delle sementi”, ha affermato Österreicher. Anche gli ambientalisti criticano l’idea di fissare una soglia per designare una varietà di coltura Ngt come equivalente a una pianta allevata conventionale basata su un certo numero di molecole nel suo genoma.
Secondo Österreicher, la Polonia “continua a seguire l’erronea convinzione che esista una soglia generale per gli effetti dei processi di Ngt”, facendo riferimento al limite di 20 nucleotidi proposto dalla Commissione, i mattoni fondamentali del DNA. Modifiche minime al genoma di una pianta potrebbero comunque indurre effetti indesiderati o pericolosi, sottolineando l’importanza di un’accurata valutazione del rischio.
Il 20 gennaio, i rappresentanti dei governi discuteranno a porte chiuse il testo della proposta di compromesso polacca a Bruxelles. Un accordo a livello ministeriale sarà necessario prima di avviare i negoziati finali con il Parlamento europeo.
Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews







