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Italia, Albania e UAE: accordo sulle energie rinnovabili

Italia, Albania ed Emirati Arabi Uniti firmano un accordo di cooperazione nell’energia pulita

L’Italia, l’Albania e gli Emirati Arabi Uniti hanno ufficialmente siglato un accordo di cooperazione tripartito in materia di energie rinnovabili mercoledì scorso.

Questo accordo prevede l’applicazione delle tecnologie avanzate degli Emirati in Albania per la produzione di energia da fonti solari, eoliche e altre fonti rinnovabili, alcune delle quali verranno trasferite in Italia attraverso un cavo sottomarino che attraversa il Mare Adriatico.

L’Albania ha fatto significativi progressi nell’aumento della sua capacità produttiva di energia rinnovabile, incrementando la produzione di circa 500 MW negli ultimi due anni.

L’accordo consentirà di potenziare le connessioni elettriche già esistenti, che si estendono per “430 km lungo il fondale marino dell’Adriatico, collegando l’Italia al Montenegro e ad altre aree balcaniche”, ha affermato la premier italiana Giorgia Meloni durante il World Future Energy Summit di Abu Dhabi.

Il premier albanese Edi Rama ha valutato l’intesa energetica intorno a un miliardo di euro, evidenziando che diventerà operativa entro tre anni. Ha specificato che il porto albanese di Valona sarà connesso alla Puglia, il punto più vicino fra i due Paesi.

Rama ha aggiunto che l’operazione coinvolgerà l’operatore di rete italiano Terna e la National Energy Company degli Emirati Arabi Uniti.

L’accordo è stato firmato da Sultan Al Jaber, ministro dell’Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati e presidente di Masdar, da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e da Belinda Balluku, vice primo ministro e ministro delle Infrastrutture e dell’Energia dell’Albania.

In una dichiarazione congiunta, si è sottolineato che “questo accordo rappresenta un passo importante verso l’innalzamento della sicurezza energetica, la promozione dello sviluppo sostenibile e l’accelerazione della transizione verso energie pulite nella regione mediterranea”.

Alla ricerca di un equilibrio tra sostenibilità e innovazione

Meloni ha commentato che questo accordo trilaterale permette all’Italia di soddisfare il proprio fabbisogno energetico a lungo termine, mantenendo al contempo gli impegni in materia di sostenibilità energetica assunti nelle conferenze sul clima delle Nazioni Unite.

La premier ha definito quest’iniziativa un approccio pragmatico per superare l’uso di combustibili fossili mentre la domanda energetica cresce a causa delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale.

“Il futuro della transizione energetica e della digitalizzazione dipenderà dalla nostra capacità di creare sinergia tra sostenibilità e innovazione”, ha affermato Meloni, aggiungendo che la fusione nucleare potrebbe rappresentare un altro modo per generare energia pulita e sicura.

Meloni ha anche evidenziato l’originalità di questo accordo a tre, notando la “geografia apparentemente distante dei partner”.

Condivisione di energie rinnovabili nel Mediterraneo

Gli Emirati Arabi Uniti, una tra le principali nazioni produttrici di petrolio, hanno assunto l’impegno di diventare neutrali in termini di emissioni di carbonio entro il 2050 e hanno ospitato nel 2023 il vertice sul clima Cop28.

Sultan Al Jaber ha dichiarato che l’accordo contribuirà a raggiungere l’obiettivo di triplicare la produzione di energie rinnovabili.

“Combinando l’expertise di livello mondiale degli Emirati Arabi Uniti nelle energie rinnovabili, le abbondanti risorse naturali dell’Albania e il sofisticato mercato energetico italiano, stiamo creando una rete di collaborazione lungimirante per lo sviluppo e la condivisione di capacità di energia rinnovabile in tutto il Mediterraneo”, ha affermato.

Al-Jaber, presidente di Masdar e amministratore delegato della Abu Dhabi National Oil Co, ha anche presieduto il vertice Cop.

In un passo senza precedenti, l’accordo finale ha menzionato i combustibili fossili – carbone, petrolio e gas naturale – come principali responsabili del cambiamento climatico, dichiarando la necessità di abbandonarli.

Foto crediti & articolo ispirato da: Euronews

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